Classi di Temperatura

Le classi di temperatura ATEX
La classe di temperatura è uno dei parametri fondamentali per la scelta dell’apparecchiatura da installare in ambienti ATEX. La classe di temperatura identifica la temperatura massima che la superficie esterna dell’apparecchiatura può raggiungere anche in condizione di guasto.
Tale temperatura deve essere inferiore alla temperatura di accensione della sostanza gas/vapore/nebbia o polvere presente nell’atmosfera esplosiva.

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Per i gas/vapori/nebbie le classi di temperatura sono vanno da T1 a T6, e sono stabilite dalla norma IEC 60079-4 “Method of test ignition temperature”. Secondo tale norma tutti i gas e i vapori infiammabili sono suddivisi in classi di temperatura , classe che indica la temperatura di accensione del gas.
La classe di temperatura di un apparecchiatura certificata per zone ATEX deve essere tale per cui la superficie esterna dell’attrezzatura non raggiunga mai la temperatura di accensione del gas.
Classe di TemperaturaTemperatura di accensione del gruppo di gasTemperatura massima superficiale dell’apparecchiatura
T1T > 450° C450° C
T2300° C < T < 450° C300° C
T3200° C < T < 300° C200° C
T4135° C < T < 200° C135° C
T5100° C < T < 135° C100° C
T685° C < T < 100° C85° C
Da quanto riportato nella tabella precedente si evince che un apparecchiatura di classe T6 con una temperatura superficiale massima di 85° C è superiore ad un attrezzatura di classe T5 che può raggiungere una temperatura superficiale di 100° C. 
Ovvero più è bassa la temperatura “migliore” è la classa dell’attrezzatura, in quanto la classe ti temperatura non indica la massima temperatura a cui l’attrezzatura può essere utilizzata, ma la massima temperatura raggiunta dalla superficie esterna dell’attrezzatura. Di seguito le Classi di Temperatura e il Gruppo di alcuni dei GAS/VAPORI più comuni.
GAS / VAPOREClasse di TemperaturaGruppo
Acido aceticoT1IIA
AcetoneT1IIA
AcetileneT2IIC
AmmoniacaT1IIA
ButanoT2IIA
CheroseneT3IIA
CicloesanoT3IIA
EtanoloT2IIA
EtileneT2IIB
IdrogenoT1IIC
MetanoT1IIA
MetanoloT2IIA
Metiletilchetone (MEK)T2IIB
PropanoT1IIA
PropanoloT2IIA
Tetraidrofurano (THF)T3IIB
TolueneT1IIA
XileneT1IIA
Per le polveri infiammabili la definizione delle temperature di accensione è data dalla norma IEC 31241-2-1 “Electrical apparatus for use in the presence of combustible dust – Part 2: Test methods – Section 1: Methods for determining the minimum ignition temperatures of dust”.
E’ opportuno sottolineare che per le polveri esistono due diverse temperature di accensione, a seconda che la polvere si presenti sotto forma di strato (statica) o sotto forma di nubi (dinamica).

La massima temperatura ammessa di un apparecchiatura certificata per zone ATEX polveri deve essere tale per cui la superficie esterna dell’attrezzatura dovrà essere inferiore alla minore delle due temperatura di accensione, entrambe ridotte da un coefficiente di sicurezza.
Nello specifico:
Temperatura massima superficiale
Temperatura accensione strato di polvere (temperatura permessa)T perm dl = T min dl – 75K
Temperatura accensione nube di polvere (temperatura permessa)T perm dc = 2/3T min dc
Temperatura permessa combinata T perm = min(T perm dl e T perm dc )
Temperatura massima superficialeT max < T perm
dl: strato di polvere (dust layer)
dc: nube di polvere (dust cloud)
Di seguito viene riportata un'analisi dettagliata delle temperature di accensione per nube e strato di alcune polveri di materiali comunemente impiegati nei processi industriali, dati fondamentali per la corretta valutazione del rischio incendio ed esplosione.

Analizzando i materiali metallici e sintetici, l'alluminio presenta soglie critiche a 560°C per la nube e 450°C per lo strato, mentre la resina fenolica mostra valori simili con 530°C e 450°C. Il PVC si distingue per l'elevatissima temperatura di accensione in nube, pari a 700°C, a fronte di 450°C per lo strato.

Altri polimeri come la gomma sintetica e il polietilene condividono una temperatura di accensione in nube di 450°C e 420°C rispettivamente; tuttavia, la gomma presenta una maggiore criticità a deposito con soli 220°C, mentre per il polietilene non è applicabile il dato sullo strato. Anche il toner mostra una resistenza termica in nube fino a 530°C, senza un valore specifico per lo strato.
Passando ai materiali organici e derivati vegetali, la cellulosa si attesta su 520°C per la nube e 410°C per lo strato, seguita dallo zucchero (490°C e 460°C) e dall'amido (460°C e 435°C). Particolare attenzione richiedono il carbone macinato, la metilcellulosa e il legno, che condividono una temperatura in nube tra i 410°C e i 420°C; tuttavia, il carbone e il legno risultano particolarmente pericolosi quando depositati in strato, con soglie di accensione molto basse pari a 230°C e 220°C.

Infine, la farina presenta i valori più contenuti tra i prodotti alimentari, con 380°C per la nube e 320°C per lo strato, confermandosi un materiale da gestire con estrema cautela negli ambienti di stoccaggio e lavorazione.
Temperatura di accensione
MaterialeNubeStrato
Alluminio560° C450° C
Amido460° C435° C
Carbone macinato420° C230° C
Cellulosa520° C 410° C
Farina380° C320° C
Gomma sintetica450° C220° C
Legno410° C220° C
Metilcellulosa420° C320° C
Resina fenolica530° C450° C
Polietilene420° CNA
PVC700° C450° C
Toner530° CNA
Zucchero490° C460° C
Come per i gas un’attrezzatura con Tmax basso sarà “migliore” di una con Tmax più elevato, 
in quanto significa che la temperatura massima della superficie esterna della suddetta attrezzatura raggiungerà livelli inferiori.
Temperatura di accensione
MaterialeStrato
T perm dl
Nube
T perm dc
T perm
Alluminio450° C560° C370° C
Amido435° C460° C305° C
Carbone macinato230° C420° C155° C
Cellulosa410° C520° C335° C
Farina320° C380° C245° C
Gomma sintetica220° C450° C145° C
Legno220° C410° C145° C
Metilcellulosa320° C420° C245° C
Resina fenolica450° C530° C353° C
PolietileneNA420° C280° C
PVC450° C700° C275° C
TonerNA530° C353° C
Zucchero460° C490° C326° C
Proiettore industriale atex 9101

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