Normativa
Atex

Un compendio sulla Normativa in ambienti a rischio esplosione o incendi
Raffinerie e impianti petrolchimici
Impianti chimici e farmaceutici
Estrazione di gas e/o petrolio
Impianti e linee di distribuzione gas
Stazioni di rifornimento autoveicoli
Industria della stampa
Miniere di carbone
Trattamento acque reflue e rifiuti
Verniciatura
Stoccaggio di grano
Alimentare
Lavorazione del legno
Lavorazione dello zucchero
Lavorazione metalli, polveri
L'utilizzo di lampade e corpi di corpi illuminanti, e più in generale di attrezzature elettriche, in ambienti in cui sono presenti gas o polveri può dare origine a rischi di esplosione o di incendi. Per questa ragione la legislazione vigente impone l’utilizzo di lampade e attrezzature con una specifica certificazione che garantisca la sicurezza negli ambienti sottoposti a questo tipo di rischio.
Il termine con cui vengono identificate questo tipo di lampade è “lampade anti esplosione”, Explosion proof, o in modo più specifico ATTREZZATURE ATEX.
ATEX, il cui nome deriva ATmosphères ed EXplosibles , è dunque il termine convenzionale che raggruppa due direttive dell’Unione europea, una rivolta ai costruttori e una rivolta agli utilizzatori, e identifica quindi le ATMOSFERE A RISCHIO ESPLOSIONE.

Normativa ATEX in pratica

Guida aggiornata 2026: rischi, adempimenti e soluzioni per la sicurezza sul lavoro.
La normativa ATEX è un insieme di regole europee e nazionali che disciplinano la sicurezza in ambienti dove possono formarsi atmosfere esplosive, cioè luoghi in cui sono presenti gas, vapori, nebbie o polveri infiammabili che, mescolati all’aria, possono esplodere se innescati da una sorgente di accensione. Questo quadro normativo si basa su due direttive fondamentali: la Direttiva 2014/34/UE, che riguarda la progettazione, la fabbricazione e la commercializzazione di apparecchiature e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfere potenzialmente esplosive, e la Direttiva 1999/92/CE, che stabilisce i requisiti minimi per la sicurezza e la salute dei lavoratori esposti a tali rischi.
In Italia, queste direttive sono state recepite e integrate nel D.Lgs. 81/2008, il cosiddetto Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, che dedica un’intera sezione (Titolo XI) alla protezione da atmosfere esplosive.

Le norme tecniche armonizzate, come la serie EN 60079, forniscono indicazioni precise su come progettare, installare e manutenere le apparecchiature ATEX. In particolare, la norma EN 60079-10-1 si occupa della classificazione delle zone con presenza di gas, mentre la EN 60079-10-2 riguarda le polveri. In Italia, queste norme sono adottate come norme CEI, e recentemente la CEI EN 60079-10-1:2021 ha sostituito la precedente edizione, introducendo criteri più rigorosi per la valutazione dei rischi e la classificazione delle zone.
I datori di lavoro hanno precise responsabilità: devono redigere il Documento di Protezione contro le Esplosioni (DPCE), che contiene la valutazione dei rischi, la classificazione delle zone, l’individuazione delle sorgenti di accensione e le misure di prevenzione e protezione adottate. Inoltre, devono garantire che i lavoratori siano adeguatamente formati sui rischi specifici e sulle procedure di emergenza, e che gli impianti e le apparecchiature ATEX siano sottoposti a verifiche periodiche, come previsto dalla norma EN 60079-17.
L’applicazione rigorosa della normativa ATEX garantisce la conformità legale e riduce al minimo i rischi in atmosfere esplosive, tutelando operatori e impianti.
Qui si trovano gli obblighi specifici per i datori di lavoro, che devono valutare i rischi, classificare le zone ATEX in base al livello di pericolo (da 0 a 2 per gas e da 20 a 22 per polveri) e adottare tutte le misure tecniche e organizzative necessarie per prevenire incidenti.
La Direttiva 2014/34/UE definisce i requisiti essenziali di sicurezza che le apparecchiature devono rispettare per poter essere immesse sul mercato europeo. Questi requisiti sono dettagliati nell’Allegato II della direttiva e variano a seconda della categoria di rischio dell’apparecchiatura (1, 2 o 3). Per dimostrare la conformità, i fabbricanti devono seguire specifiche procedure di valutazione, che possono includere l’intervento di organismi notificati, soprattutto per le categorie a rischio più elevato. Solo dopo aver superato queste procedure, le apparecchiature possono essere marcate CE e con il simbolo ATEX, che ne attesta la conformità.

A gennaio 2026 è stata pubblicata la sesta edizione delle linee guida per l’applicazione della Direttiva 2014/34/UE, che offre chiarimenti interpretativi e si allinea alle più recenti pratiche tecniche e digitali. Questo aggiornamento non modifica i requisiti essenziali di sicurezza, ma facilita l’applicazione pratica della normativa, soprattutto per quanto riguarda la documentazione elettronica e la tracciabilità dei processi.
Il mancato rispetto della normativa ATEX può comportare sanzioni amministrative e penali, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008 e dal D.Lgs. 231/2001, che disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.
In sintesi, la normativa ATEX è un sistema in continua evoluzione, che richiede un costante aggiornamento da parte di fabbricanti, installatori e datori di lavoro per garantire la massima sicurezza in ambienti a rischio esplosione.
Proiettore industriale atex 9101

Led Lighting Solutions

Tecnologia LED e soluzioni ATEX per ogni esigenza di illuminazione.
© 2015 - 2026 | VoltNext Srl - Via Colli 24 - 10129 Torino | P.IVA IT10787120012 – REA TO1161825 – RAEE IT13020000007864
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram