Capire a quale temperatura le polveri usate in fabbrica possono prendere fuoco è fondamentale per evitare incidenti e garantire la sicurezza di tutti. Non basta però guardare un solo numero: bisogna distinguere tra quando la polvere è sospesa nell'aria come una nuvola e quando invece si deposita formando uno strato sulle macchine calde. Analizzando i materiali più comuni, notiamo che alcuni sono molto resistenti, come il PVC che si accende in volo solo a 700°C o l'alluminio che arriva a 560°C, mentre altri sono decisamente più sensibili.
Un aspetto che spesso sorprende è come certi materiali cambino comportamento una volta appoggiati su una superficie. Il legno e la gomma sintetica, ad esempio, nello stato di "nuvola" resistono fino a oltre 400°C, ma se si accumulano sulle componenti di un macchinario possono incendiarsi già a 220°C, una temperatura molto più bassa e facile da raggiungere. Una dinamica simile riguarda il carbone macinato, che diventa pericoloso in deposito a 230°C, evidenziando quanto sia importante tenere le postazioni di lavoro pulite e libere da accumuli di polvere.